Sulle spalle dei giganti: la Preistoria moderna di Costantino Nivola

La Sardegna è una terra ricca di storia e di arte, un crocevia di culture che hanno lasciato segni indelebili nel paesaggio e nell’immaginario collettivo. Tra i tanti artisti che hanno subito il fascino di questa terra, spicca Costantino Nivola (Orani 1911 – Long Island 1988), un artista poliedrico e innovativo che ha saputo reinterpretare in chiave moderna i simboli e le forme della Preistoria sarda. A lui è dedicata la mostra “Sulle spalle dei giganti”, un progetto espositivo che si articola in due sedi, il Museo Nivola di Orani e il Museo Civico G. Marongiu di Cabras, e che mette in dialogo le opere di Nivola con le testimonianze della Preistoria sarda che lo hanno ispirato.

Un percorso espositivo affascinante e inedito

La mostra organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama e la Fondazione Nivola, curata dalle storiche dell’arte  Giuliana Altea e Antonella Camarda, Luca Cheri e Anna Depalmas, archeologi preistorici, e Carl Stein, architetto e già collaboratore di Nivola,  rappresenta un’occasione unica per conoscere da vicino il rapporto tra l’arte di Nivola e la Preistoria della Sardegna, un legame profondo e fecondo che ha segnato tutta la produzione dell’artista di Orani. Il percorso espositivo  visitabile sino al prossimo  23 marzo, si snoda attraverso le sale dei due musei, mettendo a confronto le sculture di Nivola con i reperti archeologici, le fotografie e le installazioni multimediali  a cura del Visual Computing Group del CRS4, che illustrano la storia e la cultura della Sardegna antica.

Ispirazione e reinterpretazione

L’esposizione ci mostra in che modo Nivola ha saputo trarre ispirazione dalla Preistoria sarda, reinterpretandone i simboli e le forme in chiave moderna. Infatti le sue sculture, realizzate con materiali diversi come il gesso, il cemento e il bronzo, richiamano le forme dei menhir, dei nuraghi, delle statue della Dea Madre e dei bronzetti nuragici, ma anche i graffiti e le ceramiche dell’epoca preistorica. Nivola non si limita a copiare o imitare le forme del passato, ma le reinterpreta con la sua sensibilità artistica, creando opere originali e innovative che dialogano con la tradizione ma che esprimono anche la sua visione personale e contemporanea.

Un artista moderno con radici antiche

Antine Nivola è un artista moderno, che ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti, a contatto con le correnti artistiche internazionali, ma che ha sempre mantenuto un forte legame con le sue radici sarde e con la cultura della sua terra.  Le suggestioni antiche sono  state per lui una fonte di ispirazione inesauribile, un patrimonio di simboli e di forme che ha saputo reinterpretare, creando opere che dialogano con il passato ma che  lo avvicinano alle avanguardie artistiche del Novecento.

 

La Sardegna antica come fonte di ispirazione

Dopo un soggiorno cruciale in Sardegna nel 1952, come inviato della rivista americana Fortune, l’interesse di Nivola per la Preistoria raggiunge l’apice. Folgorato dalla civiltà nuragica, esplora l’isola, fotografa centinaia di reperti e incontra l’archeologo Giovanni Lilliu, scopritore del nuraghe di Barumini. Da quel momento, l’artista si considera erede spirituale degli antichi costruttori di nuraghi e scultori di bronzetti, proiettando un’immagine di sé legata indissolubilmente al passato ancestrale della Sardegna.

Un invito alla scoperta

La mostra su Costantino Nivola rappresenta un’opportunità imperdibile per conoscere da vicino un artista che ha saputo fondere le tradizioni della sua terra con la ricerca novecentesca. Un dialogo affascinante tra passato e presente: la mostra accosta capolavori della scultura e dell’architettura eneolitica e nuragica a opere  che hanno ispirato la produzione di Nivola, svelando per la prima volta il suo legame profondo con  le radici sarde. Un percorso espositivo ricco di sorprese, che per la prima volta offre una lettura integrata conducendo il visitatore alla scoperta di un aspetto meno noto della sua produzione, illuminando al contempo la ricca storia e cultura della Sardegna di ieri.

 

 

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