La mostra del pittore sassarese
La Galleria Comunale d’Arte di Cagliari ospita fino al 4 maggio 2025 la mostra personale di Pastorello, “Tutto il peso del mondo”. Un titolo che promette un’immersione in un universo caotico e perturbante, un’esperienza visiva forte e coinvolgente. Tuttavia, l’allestimento e la collocazione di questa mostra all’interno della Galleria lasciano l’ amaro in bocca.
Esposizione confusa
Le opere di Pastorello, caratterizzate da una gestualità vigorosa e da una palette cromatica intensa, si presentano al pubblico in un percorso espositivo confuso e privo di una vera e propria coerenza. Le tele, che dominano gli spazi, sembrano quasi spaesare il visitatore, creando un’atmosfera opprimente. Anche l’impatto visivo iniziale si affievolisce presto, lasciando spazio a una sensazione di disorientamento.
Opere fuori contesto
Il problema principale risiede nella collocazione della mostra all’interno della Galleria Comunale. Le opere di Pastorello, con il loro linguaggio contemporaneo e la loro carica espressiva, contrastano fortemente con la storia del museo e le sue diverse collezioni, ma è particolarmente dissonante con le opere permanenti di maestri come Morandi, Carrà e Boccioni. Questa giustapposizione crea un cortocircuito visivo, impedendo al pubblico di apprezzare la collezione permanente con le opere di Pastorello che nude e crude, senza un allestimento appropriato, campeggiano nelle pareti del museo.
L’inserimento nel contesto storico della Galleria Comunale
La scelta curatoriale sembra mancare di un’articolazione più profonda. Il progetto espositivo non pare inscriversi in una programmazione coerente della Galleria o di un indirizzo politico culturale dell’assessorato, ma si presenta come un’iniziativa più occasionale. L’esposizione presenta un carattere fortemente personale e non offre un contributo significativo alla riflessione critica sull’opera dell’artista e sul suo inserimento nel contesto storico e artistico della Galleria.
Un’ occasione persa
“Tutto il peso del mondo” è una mostra che avrebbe potuto offrire molto di più. Le opere di Pastorello meritano di essere presentate in un contesto più adeguato, che valorizzi la loro originalità e la loro forza espressiva. L’allestimento attuale, invece, finisce per appesantire un’esperienza che avrebbe potuto essere più leggera e coinvolgente.
K.R.